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| Angelo Morbelli [1853-1919] - Ritratto Maschile con Cappello |
Ti amo tanto e mi piace pensare che ci siamo scelti molto tardi ma non troppo tardi!
(le opere artistiche qui riprodotte hanno esclusivo significato divulgativo)
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Giuseppe Amisani [1881-1941] - Ritratto Femminile, 1917 |
Sei la
donna che non aspettavo dopo l'ultima profonda delusione, ma tu mi hai colto
di sorpresa con la tenerezza e con il tuo humour, le tue risate piene e
coinvolgenti ma anche con i tuoi discorsi seri, con la tua totale e
disinteressata disponibilità e le tue carezze timide e affettuose, col tuo
sguardo dolce e a volte un po' ironico, coi tuoi abbracci appassionati e i tuoi
brevi attimi di dubbio e insicurezza subito volatilizzati da un mio abbraccio o
da qualche parola affettuosa che tu sai sincera; tutto questo e molto altro sei
tu ed era impossibile che io, dopo un anno terribile, trascorso a leccare le ferite di un amore mai corrisposto, non
ne venissi travolto come un fiume ridotto a un rivolo che ritrova il suo flusso perduto e
ti amassi senza riserve e senza limiti fin dai primi giorni di conoscenza: non
credevo più in me né nella possibilità di incontrare un'anima che riponesse
fiducia in un uomo che ha tanto sbagliato ma che nel tempo è andato
convincendosi che i suoi sentimenti possono essere ancora sani e puliti, anche
dopo essere stati respinti col silenzio e l'indifferenza, e invece tu mi
hai donato questa possibilità, senza calcoli e titubanze, abbracciandomi forte
e regalandomi fiducia a priori...ed ora io non faccio promesse, sono inutili...sarà
il tempo a giudicare, AMORE MIO!
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| Aleardo Villa (1865-1906) - Il vestito verde |
Mi sono sdraiata sul divano, finalmente...e penso a te, a cosa provo insieme a te...sensazioni mai provate dentro e fuori dal letto. Faccio quello che mi piace senza nessuno che mi inibisca...lo so che tanto tu non ci credi ma dovevo dirtelo. Mi piaci tanto e la tua dolcezza mi annienta
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| Antonio Puccinelli [1822-1897] Ritratto di Gentiluomo |
Mi rendo conto che non è facile per un uomo immedesimarsi nel cuore di una donna ma io ci provo e credo in tutto quello che mi dici perché amarti significa considerare te un altro me stesso.
Narrando la vita e l'ascesa ai vertici della politica inglese di Thomas Cromwell, Hilary Mantel affronta uno dei periodi più burrascosi e drammatici della storia inglese, quello del regno di Enrico VIII che invaghitosi della giovanissima Anna Bolena, a dispetto del matrimonio con Caterina d'Aragona da cui ha avuto la figlia Maria, vuole sposarla ad ogni costo e renderla regina previo l'annullamento del suo precedente matrimonio. Osteggiato da Papa Clemente e dall'imperatore, Enrico non si fermerà davanti a nessun ostacolo, sia pure uno scisma, con tutte le conseguenze annesse e connesse a tale scelta. Dando la precedenza ai dialoghi e alle introspezioni psicologiche dei personaggi del tempo, la scrittrice si imbarca in un lavoro difficile e impervio ma la narrazione non fa una grinza, è limpida e fluida incentrandosi sulla figura di Cromwell che, venuto da bassi natali, riesce a raggiungere le vette del potere grazie a una mente duttile e a una impareggiabile capacità di districarsi dalle situazioni politiche e personali più spinose, in un periodo storico pieno di intrighi e congiure, di eretici e visionari, di sommosse e guerre.
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| Mario Borgoni [1869-1936] - Fanciulla alla Finestra, 1916 |
...in una mano allontanata con noncurante disprezzo dalla mia,
...in una confessione d'amore che si spegneva in un silenzio disinteressato,
...nella solitudine del dolore,
ma oggi, riscaldato da sguardi amorosi, il mio cuore spazza via la polvere inutile del risentimento e dei ricordi macerati dal tempo e torna a battere con furia gioiosa perché la felicità è a portata di tutti se solo ci crediamo e ci battiamo per donarla senza chiedere in cambio nulla di più di un sorriso, una carezza, una parola d'amore. E io ci credo!
Un poderoso e sostanzioso romanzo che racconta l'apice e il successivo, progressivo disfacimento della famiglia Buddenbrook colpita da una serie di sfortunati eventi che la privano di quella linfa vitale che permette a una schiatta di rigenerarsi nel susseguirsi delle generazioni e di mantenere intatte la ricchezza e il prestigio che faticosamente si sono raggiunti nel susseguirsi dei decenni con l'intuito negli affari vantaggiosi, con la dedizione al lavoro e la voglia di primeggiare. Non bastano infatti alla terza generazione dei Buddenbrook la laboriosità e la figura carismatica di Thomas a preservare la famiglia dalla progressiva perdita di sostanze e di posizione sociale in una parabola discendente che giunge fino alla dissoluzione. Un romanzo scritto benissimo ricco di considerazioni e digressioni che arricchiscono il racconto di una vena filosofica pessimistica che nulla toglie alla sua bellezza rendendolo indimenticabile: tutti i protagonisti lasciano il segno da Thomas Buddenbrook che, nonostante la mente brillante e il prestigio personale, abdica alla vita dopo una lunga ed estenuante battaglia contro gli incerti della sorte e le vicissitudini dell'anima, ad Antonia, sua sorella, minata ma non fiaccata dalle mancate aspettative di vita dovute all'incontro con uomini "sbagliati" attirati più dalla dote milionaria che dalla sue qualità umane e per finire il piccolo Hanno, figlio di Thomas, un'anima incerta e sentimentale, votata più all'introspezione e alla musica piuttosto che agli affari, incapace di promettere e mantenere quanto ci si aspetti da lui; e per contorno uno stuolo di figure secondarie che permettono allo scrittore di far entrare il lettore nell'anima meschina e gretta degli ultimi sussulti della borghesia mitteleuropea, ancora per poco parte vitale e pulsante della società tra fine ottocento e inizi del novecento.