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| Ludwig Ferdinand Graf [1868-1932] - Schwimmbad, 1905 |
(le opere artistiche qui riprodotte hanno esclusivo significato divulgativo)
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| Mario Borgoni [1869-1936] - Fanciulla alla Finestra, 1916 |
...in una mano allontanata con noncurante disprezzo dalla mia,
...in una confessione d'amore che si spegneva in un silenzio disinteressato,
...nella solitudine del dolore,
ma oggi, riscaldato da sguardi amorosi, il mio cuore spazza via la polvere inutile del risentimento e dei ricordi macerati dal tempo e torna a battere con furia gioiosa perché la felicità è a portata di tutti se solo ci crediamo e ci battiamo per donarla senza chiedere in cambio nulla di più di un sorriso, una carezza, una parola d'amore. E io ci credo!
Un poderoso e sostanzioso romanzo che racconta l'apice e il successivo, progressivo disfacimento della famiglia Buddenbrook colpita da una serie di sfortunati eventi che la privano di quella linfa vitale che permette a una schiatta di rigenerarsi nel susseguirsi delle generazioni e di mantenere intatte la ricchezza e il prestigio che faticosamente si sono raggiunti nel susseguirsi dei decenni con l'intuito negli affari vantaggiosi, con la dedizione al lavoro e la voglia di primeggiare. Non bastano infatti alla terza generazione dei Buddenbrook la laboriosità e la figura carismatica di Thomas a preservare la famiglia dalla progressiva perdita di sostanze e di posizione sociale in una parabola discendente che giunge fino alla dissoluzione. Un romanzo scritto benissimo ricco di considerazioni e digressioni che arricchiscono il racconto di una vena filosofica pessimistica che nulla toglie alla sua bellezza rendendolo indimenticabile: tutti i protagonisti lasciano il segno da Thomas Buddenbrook che, nonostante la mente brillante e il prestigio personale, abdica alla vita dopo una lunga ed estenuante battaglia contro gli incerti della sorte e le vicissitudini dell'anima, ad Antonia, sua sorella, minata ma non fiaccata dalle mancate aspettative di vita dovute all'incontro con uomini "sbagliati" attirati più dalla dote milionaria che dalla sue qualità umane e per finire il piccolo Hanno, figlio di Thomas, un'anima incerta e sentimentale, votata più all'introspezione e alla musica piuttosto che agli affari, incapace di promettere e mantenere quanto ci si aspetti da lui; e per contorno uno stuolo di figure secondarie che permettono allo scrittore di far entrare il lettore nell'anima meschina e gretta degli ultimi sussulti della borghesia mitteleuropea, ancora per poco parte vitale e pulsante della società tra fine ottocento e inizi del novecento.