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| Vincenzo Caprile [1856-1936] - Natura Morta |
(le opere artistiche qui riprodotte hanno esclusivo significato divulgativo)
Amicizia, tradimento, vendetta! In queste tre parole si condensa la trama di questo intenso racconto epistolare ambientato nel 1933, anno di salita al potere in Germania di Adolf Hitler, che ha per protagonisti due amici, un ebreo e un tedesco, soci in affari di una galleria d'arte negli USA. Max, ebreo, è rimasto negli Stati Uniti a condurre gli affari mentre Martin rientra con la famiglia in Germania. I due amici intraprendono dunque una corrispondenza, ma dopo le prime lettere, caratterizzate da sentimenti nobili di stima, affetto e grande considerazione reciproca, i toni delle missive, parallelamente al sempre maggiore coinvolgimento di Martin all'interno della macchina politica tedesca dell'epoca, cambiano, lasciando esterrefatti Max e il lettore, e scivolando in un vortice di incomprensione, follia, terrore, odio, fino all'inatteso, sconvolgente, catartico finale. Un racconto che lascia un segno indelebile nell'animo, scritto con diabolica maestria.
All'inizio di questo romanzo, ambientato in Africa, Francois Joubert ha 13 anni e vive con i genitori in un'azienda agricola che prospera grazie all'impegno che tutti, bianchi e neri, dedicano alla terra e all'allevamento degli animali. Francois che già giovanissimo conosce le insidie del territorio grazie alle lezioni del padre, del cacciatore Mopani Théron e di Mabuthi il capo dei matalele che vivono e lavorano nell'azienda, conosce casualmente il boscimano Xhabbo con il quale stringe una grande amicizia e successivamente Luciana, la figlia di un aristocratico inglese, con la quale allaccia un dolcissimo rapporto sentimentale. Il romanzo non è solo avventura nella misteriosa e pericolosa terra d'Africa ma anche e soprattutto il racconto del trapasso, nella vita di Francois, dalla prima adolescenza verso la maturità, attraverso "riti di passaggio" dolorosi e difficili che il ragazzo saprà affrontare con umiltà e determinazione. Un libro bellissimo, forse poco noto da noi, che illumina e rapisce.
Altrettanto calibrato come il precedente, "Una Storia come il Vento" che ne rappresenta il seguito, narra l'impossibile prova cui sono costretti Francois e Luciana (soprannominata col nome boscimano di Nonnie) con la coppia di amici boscimani Xhabbo e la sua compagna Nuin-Tara, per sfuggire all'inseguimento di chi li vorrebbe morti perché testimoni oculari del massacro che si è consumato nella piantagione di Hunter's Drift dal quale fortunosamente sono gli unici sopravvissuti. L'unica via di salvezza è seminare i nemici attraversando il terribile deserto africano e raggiungere l'oceano Atlantico, una "mission impossible" perché nessuno che abbia un briciolo di cervello potrebbe sperare nella sopravvivenza in quei territori ostili alla vita. Eppure, animati da una determinazione e uno spirito di gruppo incredibili, i quattro giovani riusciranno a sfuggire agli inseguitori e a riuscire nell'impresa tra pericoli e insidie di ogni genere. Un romanzo d'avventura e di crescita spirituale e intellettuale, di amicizia e di amore con tante pagine toccanti ed emozionanti. Come a volte succede i libri migliori sono i meno conosciuti!